Dove eravamo, siamo e saremo...

Dove eravamo, siamo e saremo…

“Con quale faccia, noi eurocentrici ne usiamo molte, una per ciascun paese (lo scarica barile riesce decisamente meglio) riusciamo a guardarci nell’ancorché frammentato specchio comune?
Confortati dalle ultime mode salvifiche, la salute prima di tutto: lunga vita al bio! Abbocchiamo all’onnivoro divide et impera delle sirene politiche e all’universale passaparola mediatico, oggi democraticamente d’élite e di massa.
Tutto questo al fine, costi quel che costi, purché agli altri, di favorire il gioco eterno dell’appartenere, non importa a quale circolo di privilegiati, reali o virtuali, “per essere”.
E, come abbiamo imparato, non si è se non si appare.
E non si appare se non si possiedono e non ci si orna degli orpelli che contano e ci fanno contare: sono perché posso permettermi il meglio offerto dal mercato bellezza! É il recinto dorato del privilegio come diritto esclusivo o, se preferite, della corte dei miracolati dal benessere economico e delle sue irraggiungibili (per gli “sfigati” non appartenenti) gerarchie.
Irrilevante e irrilevato quanto tutto questo sia conseguenza diretta e/o indiretta di storiche e puntualmente aggiornate sottrazioni, fraudolente e devastanti (la pecora, nostra o altrui, come sappiamo fin troppo bene, va regolarmente tosata perché non gli venga in mente, non sia mai, d’alzare la testa) ai territori ai quali pretendiamo di restituire i “famigerati” migranti che riescono, rischiando la pelle, l’unica cosa che, per magnanima generosità, concediamo loro (noi stessi soltanto poco tempo, appena un niente fa) quando fortunosamente, e a dispetto dei nostri sforzi dis-umani, hanno l’inaudito ardire di salvarsi e magari pretendere di “appropriarsi” di qualche briciola del nostro sacrosanto diritto “divino” al privilegio”.
Corvo Rosso (Furio Sandrini)

Corvo Rosso, al secolo, lo scrittore e artista multimediale Furio Sandrini, affronta, attraverso l’amabile perfidia de “Gli Inesistenti“, i popolari personaggi rigorosamente in bianco e nero da lui creati nel 2002, gli argomenti più diversi e attuali del “convivio” globale.
Il linguaggio argutamente ironico e auto ironico si è subito rivelato un efficace grimaldello-passepartout per rompere, con il sorriso (il suo e il nostro) il silenzio e l’indifferenza che ci vedono sempre più spesso, ancorché involontariamente, complici.

Dove eravamo, siamo e saremo...