Segni di Resistenza - L'Arte per ricordare storia e persone della lotta di Liberazione

Segni di Resistenza – L’Arte per ricordare storia e persone della lotta di Liberazione

A seguito di una serie di incontri (in Accademia con Jadranka Bentini, Mauria Bergonzini, Maria Rosa Pancaldi in rappresentanza dell’ANPl) e ricerche di archivio, passeggiate e interviste, ascoltando e rielaborando le storie di chi c’è ancora, in un dialogo continuo fra l’Accademia e la città, i giovani artisti allievi del laboratorio di arte pubblica Dalla rappresentazione all’azione si sono misurati con la storia della Resistenza a Bologna, e con due temi rimasti un po’ in ombra: la presenza e l’azione della stampa clandestina prodotta dalle diverse voci resistenti e il ruolo esercitato dalle donne impegnate non solo nell’opera di capillare diffusione, ma anche in ogni fase di produzione, a partire dalla vera e propria ideazione e redazione dei contenuti.
Nel far questo non ci si é posti limiti né di linguaggi né di spazi.

A segnarne l’inizio sono una mostra nelle sale dell’lstituto Parri e, in contemporanea, dei segni grandi e piccoli nella città.
Da dicembre, e fino alla prossima primavera, alle azioni e alle opere presenti nelle sale dell’lstituto Parri (fino al 27 gennaio 2019) faranno eco una serie di segni, effimeri e permanenti nella città, e, nelle aree verdi antistanti le sedi delle istituzioni e delle biblioteche di Bologna e dell’area metropolitana che hanno aderito, alcuni cartelli stradali, da noi ideati come simbolico format e trait d’union dell’intera manifestazione.
I progetti selezionati in questa prima fase sono: un libro d’artista-archivio “tattile” di Matteo Alessandro D’Antona che ha anche ideato il logo del progetto; dei volantini che rielaborano graficamente e riattualizzano fogli di vecchi ciclostilati o stampe originali da distribuire nel corso di un’azione performativa (Sara Ayesa, Ana Ferriols Montanana e Margherita Tony Raponi); un’installazione-performance (Roberta Cacciatore); un’installazione audio che ci riporta il racconto di ultimi testimoni (Gabriella Presutto); una mappa che avvicinando simbolicamente la Resistenza storica e la sua forza d’urto alla “resistenza” di un circuito elettrico, spezzettandosi in una serie di adesivi segnerä vari luoghi della cittä (Alessandra Carta); una mappa tessile in cui i nomi ricamati delle partigiane particolarmente dedicate al lavoro della stampa tracciano le strade che uniscono i luoghi dove si trovavano le redazioni e le tante tipografie clandestine (Francesca Acerbi). Una visionaria segnaletica stradale, riprendendo alcuni dei lavori artistici in mostra, ci restituisce, come “reperti” di un archivio diffuso, l’inedito diario di Luciano Bergonzini, partigiano e studente universitario, la camicetta rossa di Vinka Kitarovic, giovanissima partigiana, volantini che chiamano all’azione le donne, toccanti apparizioni negli spazi verdi della città.

Segni di Resistenza è stato inserito anche come uno dei temi del Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica 2017 —2018. La memoria, riattualizzata cosi attraverso i linguaggi artistici più diversi e vivificata come esperienza profonda dai giovani, non soltanto fa riemergere dall’oblio tracce dimenticate ma si propaga come un’onda di energia, come un segno del presente e promessa di un futuro possibile solo se non smemorato.
Segni di Resistenza sarà attivo fino a giugno 2019 con altri interventi artistici e sempre nuove adesioni e coinvolgimenti.

Segni di Resistenza
A cura di Mili Romano e Gino Gianuizzi

Istituto Storico Parri – Museo della Resistenza
Ex-refettorio delle monache – Convento di San Mattia
Via Sant’lsaia 20,
Bologna

Interventi artistici di Francesca Acerbi, Sara Ayesa, Roberta Cacciatore, Alessandra Carta, Matteo Alessandro D’Antona, Ana Ferriols Montanana, Gabriella Presutto, Margherita Tony Raponi.

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