Cittadina di seconda classe. La lotta di Adah contro l'emarginazione e il degrado

Cittadina di seconda classe. La lotta di Adah contro l’emarginazione e il degrado

Spinta dal desiderio di una vita migliore, Adah, una giovane nera nigeriana, combatte contro il razzismo e la miseria.
Anche nella metropoli di Londra, dove credeva di realizzare il suo sogno di libertà, la vita le si presenta durissima accanto ad un marito fannullone e ai figli sempre più numerosi; ma lei non si stanca di lottare contro l’emarginazione e il degrado.
Il romanzo autobiografico di una donna che con coraggio e ironia ha realizzato i suoi sogni di fama e di benessere.

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Buchi Emecheta. Cittadina di seconda classe
Titolo: Cittadina di seconda classe
Autore: Buchi Emecheta
1 Volume
Formato: Copertina rigida
Dimensioni: 11×18
Pagine: 470
Valutazione Supporto: Excellent (Usato poche volte)
Valutazione Copertina: Excellent (Quasi nuovo)
Anno: 2011
Editore: Giunti Editore (2011)
Edizione/Collana/Serie/Numero: Astrea Pocket
Lingua: Italiano
EAN/ISBN/ASIN Cod: 9788809051133

La maggior parte di questa opera è ambientata a Londra. La capitale inglese in cui si muovono i personaggi è quella delle nuove mode, della rivoluzione in ambito musicale, ma la città non è descritta dalla protagonista. La modernità della metropoli non appare minimamente: la Londra di Adah è quella della povertà e dell’indigenza delle persone di colore. Il romanzo infatti si inserisce nell’epoca di immigrazione che ha caratterizzato il Regno Unito dal 1948 (anno del famoso Nationality Act) al 1971 (anno della chiusura legislativa), senza comunque descrivere elementi marcati di razzismo.

L’enfasi sul personaggio è particolare: attraverso la caratterizzazione di Adah, la scrittrice descrive sé stessa, descrive la condizione di una donna africana che vuole riuscire a conciliare, nella sua vita in un paese lontano ed a tratti ostile, la libertà con la sua condizione di madre (che Adah non rifiuta mai) e con quella di scrittrice. Il processo di emancipazione che porterà la protagonista verso l’integrazione, si svolge con una certa continuità dal suo arrivo in Inghilterra e ruota principalmente attorno a due elementi della sua vita: il lavoro e la scrittura. Adah lavora in una biblioteca, come faceva anche in Nigeria, e questo tipo di impiego la risolleva dalla condizione di molti altri immigrati, che, al contrario di lei, non possedevano un’istruzione. Trova nella scrittura una forma di liberazione: le sue esperienze diventano il soggetto delle sue composizioni e, in quest’ottica, il gesto finale del marito, che distrugge bruciandolo il suo manoscritto, non è altro che un atto di violenza, di negazione della sua libertà di parola. È in questo atto che trova la forza di divorziare.