"Le assaggiatrici" di Rosella Postorino vince il 56o Premio Campiello

“Le assaggiatrici” di Rosella Postorino vince il 56o Premio Campiello

Rosella Postorino, con il romanzo “Le assaggiatrici“, vince la 56a edizione del Premio Campiello. Il libro vincitore, annunciato dal palco del teatro La Fenice di Venezia, ha ottenuto 167 voti sui 278 inviati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi.
Al secondo posto si è classificato “Le vite potenziali” di Francesco Targhetta (Mondadori) con 42 voti, al terzo Helena Janeczek, “La ragazza con la Leica” (Guanda) con 29 voti, al quarto Ermanno Cavazzoni, “La galassia dei dementi” (La nave di Teseo) con 25 voti, al quinto Davide Orecchio, “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax) con 15 voti.

Con una rara capacità di dare conto alle ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.

“Le assaggiatrici” di Rosella Postorino
“La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura”, dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito”.

"Le assaggiatrici" di Rosella Postorino vince il 56o Premio Campiello