Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art- V edizione: "Metafora"

Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art- V edizione: “Metafora”

Da martedì 26 giugno e fino a lunedì 2 luglio 2018, ritorna a Torino, al Teatro Espace, il Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art.
“Metafora” è il tema di questa quinta edizione curata da Ambra G. Bergamasco. “Metafora”, come generazione non solo di un concetto ma di una modalità che per affermarsi utilizza concetti e metodi provenienti da altri ambiti. L’uso della metafora nel campo della retorica ha sempre avuto un posto privilegiato. In questo ambito, Attraverso la metafora, cioè attraverso la mappatura di un dominio concettuale nei termini di un altro, i concetti prendono una forma che prima non avevano.

Il Moving Bodies Festival riconferma anche per le date di questa edizione (due sono state nell’anno le tappe di avvicinamento novembre 2017 e febbraio 2018), lo stesso format inserendo all’interno del suo programma non solo spettacoli di danza Butoh e performance art proposti da artisti di fama internazionale ma anche degli incontri (che precederanno gli spettacoli) mirati al tema di “innovazione culturale” e “fare impresa di cultura” dove sarà possibile ricevere informazioni, confrontarsi e condividere con gli addetti ai lavori le strategie per un nuovo approccio di economia culturale sostenibile.

Martedì 26 Giugno
ore 21 – “La musica delle stelle” – Concerto di Edoardo Striani astrofisico, musicista e divulgatore scientifico.

Mercoledì 27 Giugno
ore 18:30 – incontro Impresa e Innovazione Culturale #1: lo sgravio fiscale per la cittadinanza
ore 21 – Concept#1 per sei danzatori e un’arpa. BTT- Balletto teatro di Torino – danza performance. Ospite speciale Claudio Bellino.

Giovedì 28 Giugno
ore 18:30 – incontro sul tema Nuovi Imprenditori Nuovi innovatori di Cultura
ore 21 – Manuela Macco. “The Specific Site” – Performance Art

Venerdì 29 Giugno
ore 18:30 – incontro sul tema Archivi ed Heritage aziendale
ore 19:30 – Francesca Arri. “Aria” – Performance Art
ore 21 – Ambra Bergamasco. “Dancing breath” – Danza Butoh

Sabato 30 Giugno
ore 19:30 – presentazione dei partecipanti ai Campi Creativi di Tecnologia filosofica
ore 21 – Masaki Iwana. “Devasted Garden” – Danza Butoh

Domenica 1 luglio
ore 21 – Manuela Macco e i partecipanti dei laboratori presentano il lavoro svolto – Performance Art

Lunedì 2 luglio
ore 21 – Maruska Ronchi – “Kin no Kizu (ferita aurea)” – Danza Butoh

Laboratori: Intensive Summer Practice in programma dal 29 giugno al 10 luglio 2018 con la partecipazione di Ambra G. Bergamasco, Masaki Iwana, Manuela Macco, Maruska Ronchi.

“Metafora” – V Edizione Moving Bodies Festival 2018
Teatro Espace
Via Mantova 38
Torino

www.movingbodiesfestival.com

Informazioni e eprenotazioni: movingbodiesfestival@gmail.com
339 2384244
Prezzi: Costo Unico per serata performativa: 10 euro – ridotto per studenti 8 euro. Festival Pass 50 euro / 45 euro studenti e operatori del settore

Intesa come disciplina di danza, il Butoh (che attinge caratteristiche dalla performance art e dal teatro fisico sviluppato da Grotowski) è stata definita la danza dell’anima, una forma espressiva molto elevata, capace di portare all’esterno i paesaggi poetici di ogni danzatore, la relazione tra spazio e corpo, l’ascolto interiore, la capacità di movimento interno che prende vita attraverso il corpo. Nasce negli anni ’50 nel dopoguerra giapponese, che per il Giappone significa soprattutto “dopo Hiroshima”, come risposta, in forma nipponica, alle esigenze artistiche dell’arte di avanguardia. Tatsumi Hijikata, fondatore di questa disciplina, avverte l’esigenza di trovare nuove forme espressive che permettano la ribellione del corpo e dello spirito attraverso un nuovo codice corporeo. Kazuo Ohno, uno dei più grandi ballerini del mondo, amico e collaboratore di Pina Bausch è considerato il più grande interprete delle coreografie di Hijikata. Negli anni ’70 il Butoh arriva in Europa attraverso i contenitori artistici di rottura e di trasformazione che caratterizzano il clima artistico europeo di quegli anni.

La Performance Art nasce tra gli anni 60-70, prende spunto e si lascia influenzare da correnti artistiche come il Dadaismo (che ha avuto grande ascendente anche sul Butoh). E’ un’espressione artistica molto diretta, senza compromessi che similmente alla danza Butoh porta in scena uno spaccato della realtà nel quale le azioni sono dirette, del quotidiano, ripetute. Il corpo è presente anche nella sua assenza, si gioca con il ritmo e con il tempo.

Ufficio stampa: Cristina Negri

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