Festival Capsula del Tempo: concerti, performance e mostre

Festival Capsula del Tempo: concerti, performance e mostre

Tra il 20-22 giugno, presso l’Accademia d’Ungheria in Roma si terrà il Festival Capsula del Tempo, una tre giorni per celebrare il passato ed il presente dell’Accademia d’Ungheria in Roma tra concerti, performance e mostre.

Il Festival prenderà inizio mercoledì 20 giugno alle ore 20:30 con il concerto “Mi copro soltanto con le stelle” che vedrà la partecipazione di Luca Kézdy (violino) e Evelin Tóth (canto), vincitrici del concorso “Boröm alatt viszlek haza”, indetto in occasione del 90° anniversario della fondazione dell’Accademia d’Ugngeria in Roma, in collaborazione con Anselmo de Filippis, Maria Laura Caselli.

Giovedì 21 giugno 2018 ore 20:30 si proseguirà con il concerto di world music del Gruppo Bajdázó, con la partecipazione di Ákos Gyorffy (tappeto acustico, effetti, looper, ritmo), Zoltán Gugyella (basso, looper), Zsigmond Mile (canto, chitarra), András Halmos (percussioni). Il Gruppo Bajdázó fondato dal poeta e musicista ungherese Ákos Gyorffy vanta un repertorio basato sulla contaminazione di testi letterari di alta qualità, tradizione folcloristica ungherese, musica classica e jazz, ed è in grado di portare l’ascoltatore nell’atmosfera delle montagne di Börzsöny (Ungheria Settentrionale) dove persino l’anima più irrequieta riesce a trovare pace. L’evento si inserisce nella ricca serie di concerti previsti per l’edizione 2018 della Festa Europea della Musica.

Venerdì 22 giugno p. v. alle ore 20:30 è in programma l’inaugurazione della mostra dei borsisti dell’Accademia d’Ungheria in Roma, intitolata Frammenti di parole (Culla – Strati – Catacombe – Temporeggiare). Nell’ambito della mostra curata da Pàl Németh e aperta al pubblico fino al 31 agosto p. v. verranno esposte le opere di Csaba Fürjesi, Márton Magyari, Beatrix Makkai – Kovács, Éva Mayer.

Il Festival terminerà venerdì 22 giugno p. v. alle ore 21:00 con la performance sonora e visiva, “Capsula” di Angela Eke e Petra Páder. Le due artiste, tramite la performance rievocheranno le opere di alcuni poeti, scrittori ed artisti che nel 1947 / 48 avevano soggiornato presso l’Accademia d’Ungheria in Roma.
L’installazione utilizzata nel corso della performance è composta da due sfere di nylon dalle dimensioni di un uomo con dentro le due artisti.
Le sfere possono essere interpretate in vari modi, come qualcosa di inafferrabile o come la chiusura del nostro mondo interiore, dei nostri ricordi ed emozioni legati al passato. Le sfere, ispirandosi a Simon Hantai, vengono ricoperte con una decorazione realizzata con la tecnica del pliage. Nel corso della performance alcune opere, lettere o frammenti di diari dei poeti / scrittori Amy Károlyi, Ferenc Karinthy, Sándor Weöres, János Pilinszky, Ágnes Nemes Nagy verranno rievocati tramite un collage sonoro insieme ad una serie di interviste effettuate con alcuni tuttora vivi, tra cui Judit Riegl, Márton Karinthy.

Accademia d’Ungheria in Roma
Via Giulia, 1
Roma
www.roma.balassiintezet.hu/it/

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